Nicola Radano è un blogger italiano che grazie alla sua grande passione verso il mondo sartoriale ha deciso di sviluppare ,insieme a suo amico, un progetto eccezionale – Spacca Neapolis Ties – le cravatte Made in Italy.
Leggete la mia seconda intervista italiana 😉

 Come mai un ragazzo di 20 anni si è interessato a classica moda maschile?

 

È una delle domande che più frequentemente mi viene posta; questa passione mi è stata tramandata da mio padre, che sempre indossa abiti sartoriali.  Sin da piccolo mi ha sempre affascinato vedere il match: giacca e camicia ed ho sempre apprezzato le cravatte le cravatte colorate, soprattutto quelle con i pasley, che attualmente indosso sempre.

Hai una persona che ti  ha ispirato di più?

Non ho un vero e proprio idolo o persona specifica a cui mi sono ispirato, amo cogliere sfumature da più personaggi per poi metterle in atto. Apprezzo, in particolare, l’Avvocato (Gianni Agnelli) per il suo fascino e per la nonchalance con cui indossava la sue cravatte e il suoi orologi.

Con chi ha collaborato?

Ho collaborato con vari brand e Sartorie di alto calibro del paesaggio italiano e soprattutto napoletano come: la Sartoria Ciardi e la Sartoria Sodano e la camiceria Vanacore.\

 

Hai i brand italiani preferiti?

Certo, ne ho molti, ma ne cito alcuni: Marinella Napoli, Cesare Attolini, Kiton, Lugi Borrelli.

Vuoi entrare professionalmente nel mondo della moda nel futuro prossimo?

Si mi piacerebbe poter entrare nel mondo della moda al più presto; ora insieme ad un mio amico, stiamo disegnando una linea di cravatte, cucite a Napoli, utilizzando tessuti degl’anni 80.

Qual’è la situazione a Napoli per quanto riguarda lo stile, modo di vestirsi? Ogni volta quando sono a Napoli non riesco a notare degli esempi di famosissima sartoria partenopea nelle strade…

Napoli è stata la patria della moda ed è la patria della cultura sartoriale; i più grandi sarti che hanno rivoluzionato la cultura della giacca inglese, smontandone la sua impalcatura, erano napoletani.Purtroppo con l’entrata di alcuni marchi prêt-à- porter si è perso il gusto e la tradizione del vestirsi in modo elegante.

 

Quante volte sei stato a Pitti? C’è la differenza tra Pitti e la moda nelle strade italiane? Come puoi descrivere questa festa?

Sì certo, ho preso parte a 4 edizioni e la differenza è abissale tra ciò che si vede al Pitti e ciò che si incontra nella comune mondanità italiana. Descrivere dettagliatamente questa “festa” è difficile, amo categorizzare il Pitti come un duplice appuntamento che l’uomo che ama (o meno) la moda, aspetta.

 

Tutti aprezzano lo stile italiano. Cosa c’è negli italiani che non possiedono gli altri?

Gli italiani possiedono principalmente: l’estro e la capacità di mescolare colori e stili differenti in uno stesso abbinamento.
Specialmente le persone adulte hanno uno stile che io chiamo: timeless. Hanno un gusto classico, che non perde mai il suo fascino nel tempo.

 

 

Qual’è il tuo outfit preferito?

Il mio outfit preferito è il seguente: pantalone a vita alta con singola pleat (profonda e lunga 8cm), camicia BD, bretelle e loafer.

E che cosa dicono gli italiani di tua età vedendo il tuo stile? Come reagiscono?

Molte persone sono meravigliate da ciò che indosso e da come lo indosso, ad oggi, è raro trovare un 20enne che ami vestire classico, i grandi marchi commerciali e i fast fashion, hanno colonizzato i giovani d’oggi.

 

In che cosa consiste lo stile italiano? E generalmente come migliorare il suo modo di vestirsi? 

Lo stile è un modo di essere, è un modo di sentirsi bene con se stessi.
Non me la sento di poter dare una sentenza per migliorare il proprio stile, ma credo che leggendo alcune riviste di moda, in particolare Giapponesi, si possa prendere il giusto spunto per migliorare.

 

Spacca Neapolis Ties 

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