Una delle prime cose da quelle è cominciata la mia fascinazione verso moda italiana era la osservazione di 5 minuti di un interno di sartoria in una strada napoletana. Due anni fa sono stato un pivello totale per quanto riguarda moda e non ho prestato attenzione ai sapori italiani di questo tipo.


Sono rimasto colpito da un quadro che aveva luogo dietro polverosa vetrina di piccola sartoria. La strada era caotica, piena di traffico. Si è sentito le voci levati, suoni di clacson, chiasso fatto da motorini guidati tra le auto. Il Mezzogiorno autentico.

Dall’altra parte del vetro i due o tre sarti lavoravano su tessuti decomposti sul tavolo, non prestando attenzione alcuna alla vita stradale. Si sembravano immersi dal loro lavoro, totalmente tagliati dal mondo esterno.

Era immagine straordinario – se in un posto si incontrassero due mondi differenti – caos e calma, improvvisazione e precisione. Che peccato che non ho fatto le foto e non ho notato il nome di questa sartoria e della strada in qui era.

Lello Antonelli è figlio di Giuseppina Marrazzo, sarta storica del Teatro San Carlo. I suoi primi tagli sartoriali è cominciato acquisire in età di 12 anni da leggenda napoletana, Fortunato Salvati, nella Galleria Umberto I. Dopo aver compiuto 18 anni aveva già una grande esperienza professionale sulle spalle, grazie ai lavori nelle botteghe più prestigiose in via Dei Mille, Via Chiaia e Via Toledo. Il suo atelier si trova a Palazzo Leonetti, in via Dei Mille.

Maestro Lello Antonelli è stato premiato ricorrente nei concorsi Forbici D’Oro, organizzati da Accademia Nazionale dei Sartori.

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Secondo gli amanti dell’eleganza la sartoria napoletana viene considerata una delle più desiderate. Quali sono i tratti caratteristici di giacca napoletana?

La sartoria napoletana ha differenti caratteristiche. La giacca destrutturata è la risposta ai modi diversi di lavorazione della stessa. Destrutturata si intende una giacca morbida, cucita interamente a mano ed appoggiata su tele di lino. Non solo questo differenzia la sartoria napoletana dalle altre, ma anche le sue tasche sovrapposte (a pezza), la doppia impuntura, la ripresa lunga sul davanti, la manica a camicia, la manica a “mappina” ed il taschino a barchetta. Queste sono alcune delle tante cose che rendono la sartoria napoletana in auge.

Ho letto che ci sono vari tradizioni sartoriali in Italia. Si può parlare di sartoria romana, napoletana e milanese. Come si distingono queste sartorie? Quali sono i tratti caratteristici di una giacca sartoriale milanese e romana?

Non credo che esiste una scuola di sartoria romana o milanese, al pari pensiero di quella napoletana. Infatti tutte le sartorie italiane hanno preso spunto dalla sartoria inglese, ma l’unica che è scissa da questo concetto è quella napoletana, cambiando i termini ed i modi di lavorazione apprezzati ancora oggi nel mondo.

Possiamo dire invece che la “scuola” milanese, romana, o di altre regioni per certi versi, fatica nel copiarci, in quanto la lavorazione della sartoria napoletana non ha “rivali”.

Brunello Cucinelli ha detto che non si può trovare i sarti giovani in Toscana “perché ci si vergogna a lavorare con le mani”. Secondo Lei e la sua prospettiva, come stanno le cose a Napoli?

Non conosco la realtà della toscana o di altre regioni per quanto riguarda i giovani. Noi a Napoli siamo abituati ad insegnare il mestiere nelle botteghe, soprattutto ai giovani diplomati da scuole del settore con titoli alla mano, rilasciati da chi dirige questi pseudo laboratori. Mentre noi ci rimbocchiamo le maniche, ricominciando realmente da capo, cercando di costruire la strada che possa creare il futuro lavorativo di questi giovani, spesso pagandone le conseguenze.

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Chi sono i clienti di sartorie a Napoli? Sono nella maggior parte i clienti stranieri o anche quelli napoletani, italiani?

La sartoria napoletana è amata e apprezzata ovunque. I clienti fanno a gara per sfoggiare i nostri abiti, mettendo in risalto tutto il lavoro creato con le nostre mani.

Si dice che la tradizione di sartoria partenopea è più apprezzata all’estero che in Italia. È vero?

No, non è vero! Se si fa un buon lavoro, inserendoci la passione, l’amore e la conoscenza, si lavora e si viene apprezzati ovunque.

Esiste in Italia e specialmente a Napoli una sorta di competizione tra sartorie e sarti?

Forse, non saprei…perche la mia attenzione è rivolta a ciò che facciamo, cercando di migliorare, imparando giorno per giorno.

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In che cosa consiste famosissimo “difetto che diventa un pregio” nella giacca sartoriale?

Il “difetto che diventa un pregio” in una giacca sartoriale napoletana, non è altro che la nota artistica che si ritrova in ogni forma d’arte. Vedi i grandi musicisti con le loro stonature, i grandi pittori con le loro sbavature, agli intagliatori di legno con le loro piccolissime imperfezioni, oppure agli scultori che scalpellando “errano” negli angoli e così via… Ecco questo è il pregio di ogni artista! Nella sartoria un punto non uguale all’altro, o una cucitura non perfettamente precisa,crea quel “difetto” che diventa un pregio. Questo è quando si dice “hand made”, fatto a mano!

Come stanno le cose per quanto riguarda la posizione di un sarto in Italia? È sempre la posizione altissima e desiderata?

La sartoria italiana è la prima nel mondo, non a caso i più grandi sarti italiani vestono i personaggi del mondo della moda, dello spettacolo, della politica, i grandi vip, calciatori, gli imprenditori, professionisti, nobili e benestanti di tutto il mondo.

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Un sarto porta sempre solo le giacche e capi sartoriali, evita a fare lo shopping nei centri commerciali e nei negozi tipo Zara, H&M, o è meno rigoroso?

Un vero sarto per quanto riguarda gli abiti,veste solo capi confezionati nella propria sartoria, abbinandoci la camicia fatta a mano,la cravatta su misura e le scarpe cucite a mano. Per quanto mi riguarda,non disdegno un jeans leggero di buona fattura, in cotone, comprato in negozio. Un modo per sentirmi libero in un mio momento di relax.

E finalmente, tre parole che descrivono lo stile italiano…

Non c’è molto da dire,diciamo che gusto,eleganza e signorilità possono rappresentare lo stile italiano.